Il consulente mobile: lo vogliamo così

Consulente mobile: lo vogliamo così

Le 6 caratteristiche che deve avere il consulente mobile ideale

Nell’ultimo anno e mezzo, fra telefono, Skype e soprattutto incontri di persona, ho avuto contatti con più di 200 aziende interessate ad avvalersi di Metide come consulente specializzato nell’ambito del mobile.

Ho avuto modo di conoscere una buona fetta dell’ecosistema delle web agency italiane e di tanti altri player in ambito IT, in un mix di aziende che offrono servizi di marketing digitale, system integrator e agenzie di comunicazione. Tirando le somme di tali interazioni ho stilato un quadro del consulente mobile ideale nell’immaginario collettivo, partendo dalle richieste che più spesso mi sono sentito rivolgere.

1. Costi

Sorpresa, sorpresa.
“Quanto costate?”, “Certo che potremmo collaborare, se costate poco…”, “Tutti questi soldi per un’app?”. Se da un lato è legittima la preoccupazione che siano contenuti, dall’altro è poco utile parlare di costi che sono legati sempre e comunque alla personalizzazione del software. Altrettanto poco utile voler conoscere a tutti i costi la nostra tariffa oraria per una serie di ragioni già esposte in un post precedente. Se siete curiosi, le trovate qui.

2. Affidabilità

Veniamo spesso soppesati con domande quali “Da quanti anni siete in attività?”, “Quanto fatturate?”, “Quanti dipendenti avete?”. Direi che non ricordo neanche un’interazione in cui non mi sia stata posta almeno una delle domande di cui sopra.
Le informazioni richieste mirano a stabilire se siamo un partner affidabile, misurando la probabilità che Metide non scompaia un domani per un qualsivoglia motivo, che sia solida e ben piazzata sul mercato, frutto di un progetto ragionato che è cresciuto nel tempo e che con il tempo si è ben realizzato.

3. Esperienza/competenza

“Le vostre referenze?” A tutti noi piace leggere dei nomi altisonanti nei casi di studio o nel portfolio di un possibile collaborare. Avere sviluppato software per clienti prestigiosi è un bel biglietto da visita, poiché si sa che costoro difficilmente affidano la realizzazione di un’app mobile al primo arrivato. Esperienze di alto profilo vengono (giustamente) associate a competenze di alto profilo. Nei casi in cui l’interlocutore sia già di per sé ferrato sul mondo delle app, le competenze vengono accertate da domande tecniche molto precise sulle tecnologie e le metodologie in uso, senza bisogno di passare dalle referenze (che restano comunque un gradito plus).

4. Progettualità

La maggior parte delle aziende con cui ho interagito non fa o non ha mai fatto app, né mai le ha vendute. C’è quindi una difficoltà a pensarne o ad integrarne una all’interno di un progetto. Spesso mi è stato chiesto se, collaborando, saremmo stati di aiuto nel costruire proposte e progetti mettendo a disposizione la nostra esperienza decennale nella nicchia del mobile.
Uno skill importante del consulente, ed incidentalmente il fiore all’occhiello della proposta di Metide, è proprio questa capacità di affiancamento nello scrivere i progetti mobile in fase di prevendita, utilizzando il lessico corretto e arricchendo quindi la proposta di valore presso il cliente finale.

5. Supporto e manutenzione

Un buon numero delle aziende che si è affidata a un freelance per lo sviluppo di un’app, tenendo come unico punto di riferimento il costo basso, ha pagato poi le conseguenze di questa scelta in termini di mancanza di supporto. Un’app personalizzata è un prodotto vivo; quasi sempre seguono ritocchi, modifiche, integrazioni al progetto iniziale. Per non parlare degli interventi rapidi che devono essere a disposizione per fronteggiare i cambi di release di sistemi operativi e software di terze parti. Purtroppo però, il freelance che ha sviluppato l’app iniziale ha deciso di ritirarsi in Tibet a meditare. Chi si occuperà ora di rispondere alle richieste del cliente?

6. Velocità di esecuzione

La domanda arriva spesso associata a situazioni borderline: tipicamente un fornitore precedente che ha fallito nella consegna e un cliente indemoniato che attende risposte da mesi, magari dopo avere pagato un acconto salato. “Riuscite a metterci una pezza in tre giorni?”.
Qualcuno poi, come per la questione prezzo, ci chiede in quanti giorni facciamo un’app, senza specificare bene di quale app si stia parlando. Come per la questione costi, anche in questo caso non ci resta che fare appello ad un altro degli skill che un buon consulente mobile deve avere: la capacità di fare divulgazione, spiegando i capisaldi dello sviluppo mobile con precisione e pazienza, trasferendoli al cliente, perché ne faccia buon uso nel ponderare le sue scelte.

Io ho fatto tesoro di queste indicazioni, lavorando sulla nostra proposta di valore, per rendere Metide un consulente mobile all’altezza delle aspettative del mercato.
E voi, cosa cercate in un consulente mobile?